Eghter, Year Zero

Beoth

Dopo un breve e tranquillo viaggio, siamo giunti a Beoth. Qui siamo rimasti sorpresi dall’incredibile vastità della biblioteca che l’accademia ospita: essa è costituita da un’immensa piramide a base quadrata, il cui culmine è costituito da una grande vetrata, e da un’immensa quantità di scaffali pieni di libri.
Nell’edificio ci ha accolti Gindil, un tanto simpatico, quanto prolisso, gnomo con un paio di bellissimi occhiali, il quale ha illustrato ai miei compagni alcune notizie riguardanti il sangue.
Ciò che i miei compagni mi hanno riferito consiste nel fatto che vi sono diari di alcuni cacciatori i quali hanno avuto a che fare con il sangue, e che hanno trovato come rimedio all’infezione delle erbe, anche se potenzialmente pericolose per la salute; inoltre, come notizie più recenti, si è venuti a sapere di alcuni abomini nelle regioni meridionali della Confederazione Silvana, i quali sono stati imprigionati, ma di cui non si ha avuto più traccia.
Io nel frattempo sono andato alla ricerca del mostro che mi aveva attaccato, quando, con l’Eremita, mi ero avvicinato alla dimora del mio nemico. Grazie all’aiuto di un mezz’elfo bibliotecario, ho scoperto che si trattava di un Remorhaz, in gigantesco insetto, il quale stranamente vive, secondo il libro che ho letto, in zone fredde, mentre io lo avevo incontrato in un clima mite, e, inoltre, ha usato un potere che sul libro non era segnato.
In seguito ho mostrato al bibliotecario i libri che ci aveva fornito Sep Ren, prima di impazzire, sul Nome. Gindil si è gentilmente offerto di riassumerceli: nel primo sono riportate leggende sul Nome; nel secondo la trattazione riguarda la conoscenza del nome, ma comunque molto vago, di speculazione, senza riferimenti concreti; il terzo parla degli antichi dei da un punto di vista storico; il quarto indaga sulle capacità sovrumane del Dio e della sua magia; il quinto, seguito del quarto, parla di come la magia del nome si esprime; il sesto espone una teoria sull’evoluzione della magia che presenta cronologicamente la magia naturale, quella divina e quella arcana, senza un periodo di riferimento per quella del sangue; infine, il settimo, in cui è raccontata una strana fiaba in cui un cavaliere salva una ragazza, ma quest’ultima, in seguito, diviene una “macchina da guerra” (un’interpretazione sembrerebbe collegare a questa fiaba ciò che Zarath ci aveva detto riguardo le persone nel ghiaccio).
Dopo il riassunto, Gindil ci ha comprato i libri, per copiarli, e continuava a domandarsi come mai Rison non aveva più risposto a Beoth.
Poi, senza preavviso, ci ha proposto una missione: eliminare una colonia di coboldi che aveva invaso i piani sotterranei della biblioteca.
Così, dopo aver accettato, siamo scesi, scoprendo che anche al di sotto la biblioteca aveva forma piramidale, anche se rovesciata. Qui erano evidenti i segni dei coboldi e, nonostante un po’ di fatica per il loro numero, siamo riusciti ad impaurirli e a farli indietreggiare.
Tuttavia, alla fine della piramide, vi era un tunnel molto stretto e evidentemente scavato dai coboldi. Dopo aver disinnescato alcune trappole rudimentali, anche grazie a Miwok e Morwen, siamo entrati in una stanza molto strana: vi erano alcuni coboldi superstiti, con i loro piccoli, e uno anziano. Sul fondo della stanza vi era una teca con molte monete d’argento e di rame e, sopra di esse, un libro. Abbiamo chiesto informazioni su di esso all’anziano, ma non ha risposto altro se non che “non poteva”.
Allora Fenmarel si è avvicinato per osservare e sembrava favesse fatica, quando,dopo averlo preso, da completamente bianco, il libro cominciato a diventare completamente nero. Poi ha cominciato a scrivere su una pagina che, non so per quale motivo, era rimasta bianca. A quel punto è caduto in una sorta di trans e, quando ho provato a scuoterlo, è caduto a terra sanguinando dalla bocca.
Allora, dopo averlo stabilizzato, lo abbiamo portato per alcuni piani verso la superficie. Ripresosi ci ha raccontato di aver visto chi ha ereditato il Nome e che si trovava in una landa ghiacciata e desolata, con una “vecchietta” senza denti.
Risaliti, abbiamo riscosso la ricompensa da Gindil e, comprata una mappa, siamo partiti per Palladio, allo scopo di avvisare Zatath su ciò che avevamo scoperto.

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Alunduyn dDd1

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