Eghter, Year Zero

Ombre nell'oscurità

A Palladio Morwen aveva avvisato Zarath riguardo la scoperta un possibile attacco di Ivan in pochi giorni. Il draconide non ne sembrava preoccupato, ma improvvisamente, mentre discutevamo, uno strano individuo (a detta della mezz’elfa un esponente della gilda) ha confermato l’ipotesi, affermando che il mago della Mano Nera si stava muovendo nel sottosuolo.
Zarath ci ha allora riferito delle vecchie rovine dei primi abitanti di Palladio, le uniche zone non controllate dalle guardie dell’inquisizione.
Così siamo scesi nelle profondità della città e delle guardie, dopo averci fornito una mappa, hanno aperto un enorme portale. Varcata la soglia la porta si chiude alle nostre spalle.
La mappa era incompleta e l’ambiente scuro. Le prime stanze sembravano un magazzino, una cucina… Poi un corridoio chiuso. In fondo ad esso vi era uno strano cerino che prese Logan. Proseguendo una sala da pranzo molto grande, sembrava vuota. Con la fiamma del cerino, però, si videro ombre di oggetti che non c’erano.
In cima al tavolo di pietra una spada, o meglio, l’ombra di una spada. Tokk ha provato a toccarla, ma congiungendo l’ombra della sua mano con quella della spada, aveva percepito soltanto una sorta di brivido.
Proseguendo vi era una stanza con l’ombra di un cadavere e una porta bloccata da una lastra di pietra inamovibile.
In seguito siamo entrati in un’altra area, a pianta circa quadrata, dove vi erano delle statue consumate dal tempo. Tuttavia, illuminandole con il cerino, le loro ombre non coincidevano e, anzi, sembravano fissarci.
A terra vi era l’ombra di una chiave che Logan aveva afferrato con l’ombra della mano.
Ad un tratto Tokk ha cercato di colpirne una, ma, rimanendo bloccato, ha subito un’attacco da ciò che doveva essere l’ombra della statua, ma che di fatto sembrava indipendente.
A un tratto la fiamma del cerino si è spenta e siamo fuggiti dopo aver subito altri colpi.
Usciti dalla stanza il lumino si è riacceso, ma nella sala da pranzo era in atto un combattimento tra un’ombra e… apparentemente il nulla. Dalle sue fattezze avevamo capito che era Ivan, ma non sapevamo nè se, nè come aiutarlo.
Alla fine stramazzò a terra.
A quel punto Logan, cercando di afferrare la spada d’ombra riuscì a prenderla e proseguimmo.
Restava una stanza: una fiamma che non brucia al centro, simile a quella del lumino, e null’altro. Tuttavia, improvvisamnte, Logan rimase accerchiato dalle ombre e cedette loro la chiave. A quel punto sparirono. Dopo qualche secondo riapparvero con la chiave in mano e dissero a Logan di aprirgli la porta, altrimenti sarebbe diventato un’ombra. A quel punto abbiamo tentato di salvarci avvertendoli che eravamo infetti a causa della magia del sangue, ma sembravano non saperne nulla.
Arrivati a una situazione di stallo, è iniziato il combattimento.
Ho cercato di sfuggire a questi esseri, ma il risultato era stato solo un brutto colpo dopo il quale mi sentii molto debole.
Era molto difficile colpire queste ombre, tanto che mi sembrava di continuare a colpire solo un muro sprecando le frecce. Fortunatamente Fenmarel, Gothmog e Kriv, con l’acqua santa, sono riusciti a eliminare quegli esseri.
Allora siamo andati ad aprire la porta citata dalle ombre: al suo interno vi erano delle persone congelate in cinque nicchie, la sesta era vuota e con il ghiaccio crepato. Ricordo solo vagamente i loro visi e i loro nomi: uno di essi si chiamava Ivan, poi c’erano due donne, uno gnomo…
Fenmarel per un attimo era sparito, poi lo abbiamo rincontrato uscendo dalla stanza, la cui porta, però, era svanita.
Usciti, siamo accorsi da Zarath il quale si è mostrato poco propenso a parlare di quella misteriosa stanza, ciò che sappiamo è solo che quelle persone avevano combattuto affianco a lui in una battaglia contro “tutti”, e che appartenevano ad un passato che doveva essere dimenticato. Inoltre la nicchia vuota era di chi ora è Alunduyn.

Ojindlas Tark

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